Empatia, e’ tutto cio’ che serve

Sentiamo l’obbligo di dover dire a chi sta male qualcosa di positivo. Sentiamo la responsabilita’ di distrarlo dal dolore e dalla paura. Sentiamo l’urgenza di nascondere le brutte notizie e i peggioramenti come se una persona non sentisse sul suo corpo cosa le sta accadendo e non lo leggesse negli occhi e nel non detto dei…

La donna

Ho vissuto per cinque anni in Inghilterra dove , quasi per caso, mi son trovata a codirigere un servizio di psicologia all’interno del Centro di cure palliative specialistiche dell’ospedale di Norwich. Abbiamo lavorato al fine di fare accettare il supporto psicologico non come “scelta” del paziente oncologico ma come parte dell’assessment iniziale ritenendo che supportare…

La solitudine in ospedale. Testimonanza

Trovo questa testimonianza sulla solitudine del paziente oncologico molto chiara, triste ma forte allo stesso tempo. Tratta da un forum AIMac “C’è un aspetto che non mi capita quasi mai di leggere nei vari forum sul cancro. L’aspetto è quello della grande solitudine del malato oncologico ricoverato in ospedale. L’ordinarietà giornaliera di chi è ricoverato…

Una sfida chiamata cancro

“Il cancro,ho scoperto, e’ il passo per l’intimità’. E’ un invito, forse un mandato, ad accedere alle aree più’ nascoste della vita umana, le più sensibili e le più spaventose. Quelle in cui non siamo mai volute andare. Ma dopo che ci andiamo, ci sentiamo incredibilmente trasformati.” Questa e’ la testimonianza si Bruce Feiler sul…

Il vissuto emotivo del paziente oncologico

I diversi modelli di intervento condividono alcune costanti terapeutiche, quali: incoraggiare il paziente a verbalizzare pensieri e sentimenti negativi relativi alla malattia, chiarire l’influenza di eventuali esperienze precedenti sulla reazione attuale del paziente alla diagnosi di cancro, valutare il peso psichico aggiuntivo e la necessità di trattamento di situazioni stressanti concomitanti ed indipendenti dalla malattia…