Natale e Malattia

Il Natale e il periodo delle feste in generale rappresentano il tempo per stare in famiglia, godere di tempo di qualità con gli amici e gioire di cibo e dolci in particolare. Ma se si ha il cancro è difficile gioire di queste cose, specialmente se si è stanchi, si stanno subendo gli effetti collaterali…

Donna e cancro tra i mille problemi della vita.

Naturalmente il cancro colpisce tutti, senza distinzione di salute mentale o presenza di altri eventi catastrofici in famiglia. Colpisce se sei uomo o donna, anziano o giovane. E so che parlare di dolore al femminile è riduttivo (perché quello maschile è altrettanto forte) ma la mia professione e il mio essere donna mi ha permesso…

Quando rivolgersi a uno psicologo

Io direi ‘SEMPRE’. La Fondazione Umberto Veronesi suggerisce: Uno dei campanelli d’allarme è l’impossibilità di percorrere tutte le fasi dell’elaborazione della notizia di malattia. Oppure quando le reazioni sono di intensità elevata ed eccessiva, tale da interferire in modo importante con la vita di relazione o lavorativa; quando sono indipendenti da stimoli o situazioni contingenti, sono persistenti o si ripetono; quando le relazioni interpersonali e la…

Tenere stretti i momenti di felicità

Bisogna guardare fino in fondo questa intervista al Maestro Ezio Bosso che si definisce ‘persona normale’. Lui, malato cronico e affetto da una malattia degenerativa, ci spiega la sua filosofia di vita: tenere stretti i momenti di felicità, goderseli fino in fondo, cercando di contenere i momenti bui. In linea con quanto sempre sostengo, il lavoro…

Un cartone animato per parlare ai vostri figli

Prendetevi  il tempo di guardare questo splendido cartone animato ‘Mamma Uovo – La malattia spiegata a mio figlio’, vi aiuterà a parlare ai vostri figli della malattia oncologica. E’ un cartone che di nuovo ci aiuta a capire che i bambini stanno meglio se inseriti nel contesto dell’accoglienza, della cura amorevole, e della chiarezza di…

Empatia, e’ tutto cio’ che serve

Sentiamo l’obbligo di dover dire a chi sta male qualcosa di positivo. Sentiamo la responsabilita’ di distrarlo dal dolore e dalla paura. Sentiamo l’urgenza di nascondere le brutte notizie e i peggioramenti come se una persona non sentisse sul suo corpo cosa le sta accadendo e non lo leggesse negli occhi e nel non detto dei…

Rifiutarsi di sentirsi una malattia che cammina

Improvvisamente diventi una malattia che cammina. I medici iniziano a parlare una lingua che non capisci. Cominciano a puntare il dito sul tuo corpo e sulle immagini. Anche la gente comincia a cambiare perché comincia ad avere a che fare con la malattia, invece che con l’essere umano. Dice, “Cos’ha detto il dottore?” prima ancora di salutare.

E nel frattempo, rimani con domande a cui nessuno sa rispondere. Sono domande del tipo, “Posso?”:Posso lavorare con il cancro? Posso studiare? Posso fare l’amore? Posso essere creativo? E ti chiedi, “Cos’ho fatto per meritarmi questo?” Ti chiedi, “Posso cambiare il mio stile di vita?” Ti chiedi, “Posso fare qualcosa? Ci sono altre opzioni?”

L’approccio terapeutico

Da terapeuta potrei dire che il primo passo da fare insieme e’ la distruzione graduale del muro di protezione reciproca e di sensi colpa che spesso fa’ da padrone su tutto. Non si parla per evitare di far star male l’altro e gli altri, soprattutto se ci sono dei bimbi coinvolti.

Lavorare con le famiglie oncologiche mi ha aiutato a capire quanta solitudine si può nascondere nella sofferenza. Il non detto, sicuramente segno di protezione amorevole, spinge spesso ognuno di noi a elaborare in solitudine pensieri ed emozioni senza davvero però trovare soluzione e pace.

La scatola delle domande

Non e’ facile per i genitori stare seduti ad attendere domande che fanno male. E non posso non ammirare la forza del genitore che per amore si rende disponibile a rispondere a domande che spesso fanno paura anche a se stessi. Posso testimoniare che alla fine molti genitori si sentono più sereni dopo questa prova perché hanno avuto la possibilità’ di toccare con mano le ansie dei loro figli e hanno avuto la capacita’ di contenerle o di annullarne completamente la portata perché realisticamente infondate.

Cosa dire ai propri figli

Se un genitore si ammala di cancro, uno dei maggiori dilemmi e’ come parlarne ai figli. La tendenza di ogni genitore è, ragionevolmente, quella di proteggere i figli dalla sofferenza. Spesso, però, una buona comunicazione si rivela più terapeutica dell’assenza di comunicazione, perché fa sentire i figli più coinvolti, più partecipi e meno trascurati e…