Donna e cancro tra i mille problemi della vita.

Naturalmente il cancro colpisce tutti, senza distinzione di salute mentale o presenza di altri eventi catastrofici in famiglia. Colpisce se sei uomo o donna, anziano o giovane.

E so che parlare di dolore al femminile è riduttivo (perché quello maschile è altrettanto forte) ma la mia professione e il mio essere donna mi ha permesso di imparare a stare tra le donne in una maniera diversa e a guardarle con orgoglio.  Ho toccato la loro disperazione e il loro dolore straziante ma ho avuto la fortuna di entrare in contatto con la loro forza, la loro resilienza, la loro capacità materna di lottare come dei leoni e mettere al primo posto i figli se necessario.

Avrò sempre nel mio cuore queste donne. La donna che riceve la prognosi subito dopo aver perso la figlia di suicidio; la donna abusata per anni che si ritrova un cancro alle ovaie e si rifiuta in ogni modo di sottoporsi ad esami invasivi; la donna single che non sa a chi lasciare i figli; la donna tossicodipendente incinta che preferisce farsi un’overdose piuttosto che farsi trattare per cercare di salvare il bambino; la donna che ha lottato per tenere lontano l’ex marito violento dai suoi figli ma che muore sapendo che l’altro genitore erediterà’ la cura dei suoi figli; la donna che muore sola perché la figlia adolescente non le rivolge la parola dopo una discussione sull’ I-pad; la donna che semplicemente sa che suo marito ha gia’ una storia con la sua migliore amica ma lo lascia fare quasi con dolcezza; la donna che non sa essere triste e la manifesta con rabbia in una serie alternata di tentati suicidi e chemioterapie.

La donna che perde l’amore della sua vita, il suo pilastro.

La giovane madre che lascia dei figli piccoli.

Nella mia prima settimana di lavoro, ho accompagnato un’infermiera in una visita domiciliare perché mi era stato chiesto di parlare alla bimba. La madre in chemio e molto debole, stava pero’ in piedi fuori dalla porta del soggiorno, non sentendo di avere il diritto di intervenire. Si era già’ data morta come madre.

Ecco da allora mi sono impegnata a lavorare in partenariato con queste donne.

La maestra zen Charlotte Joko Beck una volta ha detto: “Quello che rende un dolore insopportabile è la convinzione sbagliata di poterlo eliminare”.

Ecco, la forza delle donne è quella di non arrendersi allo sconforto e alla rassegnazione ma, se affiancate, se inserite in gruppo di donne forti, possono abbracciare il cancro e tirare fuori una forza di volontà che io chiamerei semplicemente donna.

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